FOGLIETTA GIACOMO


Ciclo: 33
Curriculum/Indirizzo: Teoretico
Sede: UNITO
Convenzione: NO-B

Tutor: Ferrari Massimo

Email: giacomo.foglietta@gmail.com

Progetto: Neorealismo, esternalismo, ecologismo. La legacy di William James nella filosofia contemporanea dell’esperienza
Pubblicazioni:

Abstract del progetto di tesi di dottorato:  Si assiste oggi ad un ripensamento del ruolo centrale del soggetto in filosofia, sia dal punto di vista gnoseologico sia ontologico. L’idea che la conoscenza della natura debba in qualche modo accantonare la prospettiva antropocentrica si sta progressivamente facendo strada in diversi ambiti di ricerca scientifici: dalle scienze cognitive, dalla filosofia della mente e dalle neuroscienze fino alla biologia evolutiva e all’etologia. Ciò va di pari passo con una riscoperta di varie forme di realismo, le quali intendono innanzitutto mettere in discussione la modalità di accesso alla natura caratteristica del pensiero fenomenologico. Ad essere posti in questione sono l’originarietà della coscienza, la riflessività e il linguaggio come suo tratto specifico. Altra istanza condivisa è la critica del riduzionismo e l'elaborazione di una teoria dell'esperienza integrale. La nostra linea di ricerca vorrebbe porre in evidenza il ruolo svolto da William James nell’origine questo contesto critico e filosofico. Innanzitutto ricostruendo la problematizzazione del rapporto
tradizionale tra esperienza soggettiva e oggettiva e la conseguente genesi della nozione di ‘esperienza pura’ a partire dalla critica jamesiana agli assunti teorici della psicologia sperimentale primonovecentesca. In secondo luogo, mostrando la continuità tra l’empirismo radicale jamesiano e la nascita del movimento neorealista americano (Edwin Bissell Holt e Ralph Barton Perry). I concetti fondamentali del neorealismo sono infatti anticipati da James: dall'indipendenza dell’oggetto dalla relazione cognitiva al superamento del dualismo gnoseologico fino alla riconciliazione tra conoscenza concettuale ed esperienza vissuta. Si metterà infine in evidenza il legame tra la critica di James al materialismo riduzionista e all’idealismo trascendentale e quelle epistemologie che intendono ripensare in modo radicale il rapporto mente-corpo e uomoambiente (esternalismo fenomenico radicale ed ecologia della percezione).

 

Articoli

  • La pragmatica del vuoto in Nāgārjuna, Noéma 1, 2010. http://riviste.unimi.it/index.php/noema/article/view/966/1190
    • L’articolo mira a evidenziare alcuni tratti significativi del pensiero di Nāgārjuna, vissuto in India attorno al I secolo d. C., certamente una delle figure più importanti del pensiero buddhista. In una delle sue opere principali, le Strofe sulla via di mezzo, egli elabora in modo compiuto la nozione di ‘vuoto’, che diverrà uno dei concetti fondamentali di tutto il buddhismo successivo, dando vita alla ‘scuola del vuoto’, la quale avrà grande fortuna in Tibet, Cina e Giappone. Per vuoto non si intende certo il nulla, bensì l’inconsistenza rivelata dal reale quando considerato alla luce della critica di Nāgārjuna. Tale critica si esplica innanzitutto sul piano del linguaggio, e possiede quindi una evidente dimensione pragmatica.
  • Coscienza e Assoluto. Soggettività e oggettività tra filosofia bergsoniana e pensiero indiano, Noéma 3, 2012 (ricerche) http://riviste.unimi.it/index.php/noema/article/view/2488/2710
    • Nel contributo, partendo da una prospettiva teoretica, ci si prefigge di analizzare i rapporti fra la filosofia indiana di Śaṃkara (il massimo filosofo del Vedānta, vissuto nell’VIII sec. d. C.) e il pensiero di H. Bergson. Da un simile punto di vista diviene infatti possibile una riflessione critica e interpretativa utile a chiarire alcuni problemi ermeneutici del pensiero di entrambi questi autori, i quali, come si vedrà, si muovono in un comune orizzonte concettuale.
  • Un mondo di esperienza neutra, Philosophy Kitchen, 3(4), 2016. http://philosophykitchen.com/wp-content/uploads/2016/07/8-Foglietta.pdf
    • Per tutta la sua vita William James si è confrontato con il problema dell’origine della coscienza umana a partire da forme elementari di coscienza e con quello, strettamente connesso, del rapporto tra la mente e la materia. La psicologia del suo tempo non era riduzionista e inquadrava queste domande in una cornice panpsichista dove lo psichico era un carattere intrinseco del materiale. Anche se James flirterà ripetutamente con il panpsichismo, una sua adesione definitiva resta controversa. Egli pensava che tale visione soffrisse di alcuni problemi di difficile risoluzione, e infatti svilupperà la propria proposta speculativa, conosciuta come esperienza pura. Oggi molti filosofi della mente stanno tornando all’adozione di una visione panpsichista mutuata da quella primonovecentesca. Parallelamente c’è una tendenza a rileggere, in modo più o meno “forte”, l’esperienza pura jamesiana in senso panpsichista, attraverso la mediazione in particolare di Whitehead. Non è chiaro però se questa operazione sia corretta, alla luce del fatto che James ha sempre cercato di caratterizzare il proprio monismo come “neutrale”, cioè come né materiale né psichico. Anche se il panpsichismo pretende di andare oltre questo dualismo, l’articolo vorrebbe provare a mostrare come mantenga invece un aspetto trascendentalista che ne fa una forma anomala di correlazionismo. Il monismo neutrale nasce infatti proprio per andare oltre la correlazione, ed una sua lettura panpsichista coincide allora con la perdita del suo senso proprio. Ed è precisamente tale perdita che James ha sempre cercato di evitare.
  • Tutto è esperienza o tutto fa esperienza? Proto-esternalismo nella filosofia di William James, Contributo presente negli atti di Praxis - scuola di filosofia "Tecnica e Vita" - Forlì 28-30 luglio 2016, Textus Edizioni, L'Aquila 2017 (in corso di pubblicazione)
    • Partendo da una prospettiva storica il contributo si prefigge di delineare sinteticamente la genesi della nozione di pure experience all’interno del pensiero jamesiano e i suoi rapporto con il background panpsichista della psicologia sperimentale tardo-ottocentesca. Sia l’emprirismo radicale di James che il panpsichismo avevano infatti come obbiettivo principale la spiegazione del problema mente-corpo e dell’origine della coscienza. A partire da questo scenario storico l’articolo vorrebbe poi mettere in evidenza come la nozione di pure experience rappresenti una forma di proto-esternalismo, in quanto approccio che mette in discussione la mentalità originaria della cognizione, ed in questo si collochi come fondativa rispetto all’esternalismo fenomenico radicale contemporaneo.

Monografie, curatele e contributi in monografie

  •  “Il problema antropologico in prospettiva teologica” e “Progresso scientifico e progresso umano” in AA.VV., Conversazioni su Scienza e Fede, Pontificia Università della Santa Croce – Lindau, Roma 2012 (a cura di Giuseppe Tanzella Nitti)
    • Conversazioni su scienza e fede propone il lavoro realizzato da un gruppo di studiosi riuniti nel “Seminario Permanente del Centro di Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede” della Pontificia Università della Santa Croce. L’iniziativa ha coinvolto, con incontri periodici, oltre un centinaio di giovani ricercatori provenienti da tutta Italia, impegnandoli sulle maggiori questioni inerenti il rapporto fra fede e ragione. I temi trattati sono stati oggetto di interviste a specialisti di diversa formazione e orientamento (Luigi Cuccurullo, Alessandro Giuliani, Giorgio Israel, Rafael Martínez, Giulio Maspero, Alberto Strumia, Giuseppe Tanzella-Nitti), e vengono qui proposte al pubblico sotto forma di conversazioni. Usando un linguaggio accessibile e diretto, queste interviste non temono di affrontare le questioni maggiormente dibattute dall’opinione pubblica: dall’origine dell’universo alla domanda sul finalismo, dall’origine dell’uomo al senso del progresso, dal rapporto fra Dio e natura alle esigenze del lavoro scientifico, dalle questioni suscitate dal transumanesimo agli orientamenti da dare a una buona divulgazione scientifica. Questo libro non intende del resto offrire facili dimostrazioni, ma provocare e far riflettere.
  •  Le tradizioni filosofiche dell’India antica. Dai veda al tantra, Prefazione di Rocco Ronchi, Foschi Editore, Forlì 2012
    • Nel corso della sua storia millenaria, l’India ha espresso un pensiero filosofico originale che per profondità e sistematicità poco ha da invidiare a quello occidentale. Fin da tempi antichissimi, infatti, i maestri indiani diedero vita a ricche e profonde speculazioni sull’uomo e la natura. Il saggio è strutturato per guidare attraverso lo sviluppo dei concetti e delle nozioni fondanti la filosofia indiana, ponendo attenzione ai problemi e alle domande che hanno alimentato il confronto dialettico tra autori e scuole di pensiero. Qual è l’origine dell’universo e dei fenomeni naturali? Che significato attribuire al sé e all’Io? Che legame esiste tra realtà e coscienza?
  •  Henri Bergson, William James, Durata reale e flusso di coscienza. Lettere e altri scritti (1902-1939). Traduzione, introduzione e note di Giacomo Foglietta e Paolo Taroni, prefazione e a cura di Rocco Ronchi, Raffaello Cortina, Milano 2014
    • Il volume presenta per la prima volta in traduzione italiana tutte le lettere disponibili dello scambio epistolare intercorso fra Henri Bergson e William James fra il 1902 e il 1910, anno della morte di James, integrate dai testi (lettere ad altri corrispondenti, saggi, articoli) che documentano la storia di una straordinaria amicizia filosofica. L’incontro fra il filosofo francese e lo psicologo e filosofo americano non fu soltanto dettato dalle affinità concettuali ed esistenziali, ma soprattutto dall’esigenza di ripensare su basi rinnovate il programma di ricerca della filosofia. A unirli con un legame profondo erano il rifiuto dell’intellettualismo, la critica della metafisica di scuola come dello scientismo positivista, ma anche l’idea che per la filosofia fosse venuto il tempo di ritornare a parlare la lingua viva dell’esperienza. Solo così la filosofia avrebbe potuto mostrarsi all’altezza del secolo che si stava aprendo e delle nuove esigenze teoretiche che proprio la nuova scienza aveva posto sul tappeto. Il dialogo Bergson-James è una pietra miliare nella storia intellettuale del Novecento, di cui solo oggi si comincia ad apprezzare la straordinaria portata.
  •  William James, Fantasmi. Scritti sulla ricerca psichica, traduzione, introduzione e note di Giacomo Foglietta, prefazione di Rosa Maria Calcaterra, Textus, L’Aquila 2016
    • Durante l’età vittoriana moltissimi intellettuali, scienziati e filosofi si sono dedicati alla “ricerca psichica”, ovvero allo studio dei fenomeni paranormali (telepatia, telecinesi, chiaroveggenza, spiritismo ecc.). Il volume raccoglie e traduce per la prima volta in italiano una selezione degli articoli che William James ha dedicato a questo affascinante e controverso ambito di ricerca. Questi saggi, di straordinaria importanza storica, ci introducono ad una dimensione dell'opera di James dove l’ansia di una prova scientifica della vita oltre la morte si intreccia con vicende personali a volte anche toccanti e ci permettono di gettare uno sguardo inedito sulla nascita della psicologia e sull’evoluzione del pragmatismo filosofico.

 


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